Ma non è così.
L’arte più sottile e preziosa è saper ascoltare il proprio interlocutore, qualsiasi sia la forma di comunicazione.
Le parole che utilizziamo non sono solo un mezzo per esprimere concetti o dare informazioni, ma rispecchiano profondamente il nostro stato d’animo, il modo di percepire il mondo intorno a noi, ciò che cattura maggiormente la nostra attenzione, le cose a cui diamo maggiore valore e ciò che invece non riteniamo importante o necessario ricordare e comunicare agli altri.
E’ quindi importante sviluppare non solo un ascolto attivo, ma anche interpretare il linguaggio del nostro interlocutore.
L’ascolto attivo permette di acquisire informazioni per entrare in sintonia con gli altri e individuare le parole chiave che maggiormente rappresentano il loro modo di pensare.
Un buon comunicatore riesce infatti ad individuare le specifiche modalità che caratterizzano il linguaggio personale di ogni individuo con cui si relaziona.
Importante è anche l’arte di fare domande efficaci apre le porte non solo alla conoscenza ma alla capacità di intuire il momento giusto per farle, guidare l’andamento della conversazione ed ottenere le risposte desiderate.

