domenica 30 aprile 2017

CHE COS'E' L'INTELLIGENZA EMOTIVA ?


CHE COS'E' INTELLIGENZA EMOTIVA ? 





L‘intelligenza emotiva è la capacità di valutare preliminarmente le conseguenze sul piano emotivo di scelte e decisioni. È quella capacità, peraltro, che, più dei successi scolastici e dell’intelligenza nell’accezione comune, determina risultati sorprendenti nella vita. Perciò, se sposi la persona sbagliata o affidi i tuoi soldi ad un improbabile consulente finanziario, è con il tuo “sesto senso” che devi prendertela. Lo afferma nell’opera " L’Intelligenza Emotiva " lo psicologo statunitense Daniel Goleman.

Lo psicologo statunitense Daniel Goleman ha formulato il costrutto di Intelligenza Emotiva, con cui identifica un particolare tipo di intelligenza legato all’uso corretto delle emozioni.
 
Secondo Goleman, sviluppare questo tipo di intelligenza può costituire un fattore determinante nel raggiungimento dei propri successi personali e professionali!

Con Intelligenza Emotiva ci si riferisce a un costrutto psicologico che si sviluppa negli anni ’90 e definisce la capacità di usare le emozioni con intelligenza; identificandole, comprendendole, gestendole per riuscire ad affrontare meglio la vita.

Le emozioni sono dotate di una forza dirompente che può ostacolarci nel raggiungimento dei nostri obiettivi, per esempio paralizzando la nostra capacità di agire o di decidere lucidamente. Se adeguatamente gestite, possono però regalarci una marcia in più aiutandoci a comunicare efficacemente, a saperci automotivare, a reagire meglio agli stimoli provenienti dall’ambiente.

Ecco perché allenare questa abilità può costituire la chiave per il nostro successo personale e professionale.

L’Intelligenza Emotiva si basa su tre abilità fondamentali: autoconsapevolezza, autocontrollo ed empatia.




Con questo termine, appunto, di intelligenza emotiva, Goleman indica le abilità altre che comprendono le capacità dell’individuo di

  • motivarsi,
  • persistere nel raggiungere gli obiettivi nonostante le difficoltà e le frustrazioni,
  • controllare gli impulsi,
  • procrastinare la gratificazione,
  • modulare gli stati d’animo, soprattutto riuscendo a pensare bene anche in condizioni emotive di sofferenza,
  • empatizzare e
  • sperare, nel senso di conservare la fiducia in nei propri mezzi.

Goleman non è il primo ad aver parlato di intelligenza emotiva. 

Già negli anni venti dello scorso secolo l’eminente psicologo statunitense Edward Lee Thorndike aveva contribuito a diffondere un’idea d’intelligenza legata al mondo delle emozioni, di cui uno degli aspetti era l’intelligenza sociale o intelligenza personale, articolata a sua volta, come dice Howard Gardner, ininterpersonale e intrapersonale.

martedì 25 aprile 2017

LA PARABOLA DEI PANI E DEI PESCI : TIME MANAGEMENT

LA PARABOLA DEI PANI E DEI PESCI: UNO DEI PIU' GRANDI SAGGI MAI SCRITTI SUL TIME MANAGEMENT


La storia dei Pani e dei Pesci ci insegna che uno non dovrebbe aspettare di avere tutto il tempo che gli serve prima di imbarcarsi nel progetto dei suoi sogni o prima di scrivere un libro, lanciarsi in una nuova attività, ecc. Gesù, nel Vangelo, non aspetta di avere tutti i pesci necessari prima di iniziare a distribuirli. Egli sa che se comincia, la Provvidenza si prenderà cura del resto.

E così è anche per chi gestisce un'impresa, per chi si lancia in un progetto di investimenti per rilanciare la sua fabbrica, per chi cerca il tempo per scrivere un testo o un manuale. Egli non dovrebbe aspettare che tutto sia propizio ma cominciare ed avere fede nell'intervento della Divina Provvidenza. 

Avere fede, appunto. 

La grande assente nella vita di chi stenta e soffre.


Il Tempo è una percezione distorta spesso decisamente influenzata dal nostro stato d'animo. 

Psicologi ed esperti di gestione aziendale ti cercano di vendere i loro modelli ma ti sei mai chiesto quante cose queste persone hanno concluso nelle loro vite? 

La Gestione Efficace del Tempo è un'attività dello spirito. 

La Parabola dei Pani e dei Pesci: il secondo pezzo più bello in assoluto di tutti i Vangeli . 

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Era vicina la Pasqua. Alzati gli occhi, Gesù vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: “Dove possiamo comprare il pane perché costoro abbiano da mangiare?”. 

Gli rispose Filippo: “Duecento denari di pane non sono sufficienti neppure perché ognuno possa riceverne un pezzo”. Gli disse allora uno dei discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: “C’è qui un ragazzo che ha cinque pani d’orzo e due pesci; ma che cos’è questo per tanta gente?”. 

Rispose Gesù: “Fateli sedere”. C’era molta erba in quel luogo. Si sedettero dunque ed erano circa cinquemila uomini. 

Allora Gesù prese i pani e, dopo aver reso grazie, li distribuì a quelli che si erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, finché ne vollero. 

E quando furono saziati, disse ai discepoli: “Raccogliete i pezzi avanzati, perché nulla vada perduto”. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani d’orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. 

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Anche se sono un uomo di numeri, un uomo di management, so che ho avuto successo perché tante volte la Provvidenza è intervenuta nella mia vita. 

Può intervenire anche nella tua.


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