venerdì 31 dicembre 2010

sabato 18 dicembre 2010

COMUNICARE IN MODO EFFICACE E VINCENTE..

Società dell’immagine; società dell’informazione; società della comunicazione: quante volte abbiamo sentito ed usato queste espressioni per indicare uno degli aspetti più caratteristici di questa nostra epoca.

In effetti, Società della Comunicazione è l’espressione più appropriata, l’espressione che più delle altre riassume i termini del problema: comunicare si, ma cosa?

Informazioni, appunto, ma anche pensieri, progetti, emozioni; e come? Con l’immagine, certo, ma anche con la voce, con l’espressione, con l’esempio…

Oggi tutti i componenti di una società avanzata qual è la nostra, hanno bisogno di comunicare qualcosa a qualcuno: le classi dirigenti hanno bisogno di comunicare ai cittadini le proprie idee; le aziende hanno bisogno di comunicare ai consumatori le caratteristiche dei propri prodotti; le società sportive hanno bisogno di comunicare agli appassionati il proprio impegno; le singole persone hanno bisogno di comunicare al mercato del lavoro le proprie capacità.

E se c’è bisogno di comunicare, c’è bisogno di comunicatori, evidentemente.

Comunicatori si nasce? No: comunicatori si diventa.

L’arte del discorso, soprattutto se è svolto in pubblico, si impara seguendo tecniche e strategie appropriate, alla portata di ciascuno. Chiunque pensi sia sufficiente una cultura media e una facilità di parola per diventare un buon comunicatore si sbaglia.

Sfatiamo un luogo comune: comunicare ad altri un’idea o un progetto significa innanzitutto mettere in comune quell’idea o quel progetto e si basa sull’interazione costante tra comunicatore e ascoltatore.

Porre l’accento soltanto su uno dei termini del binomio, su chi parla e non su chi ascolta, vuol dire negare ogni fondamento alla comunicazione, che vuole invece privilegiare il destinatario del messaggio.

In definitiva comunicare significa trasmettere, ma soprattutto far capire ad altri il nostro messaggio.

Al di là delle tensioni nervose che potrebbero rendere difficoltosa un’eventuale prestazione in pubblico - esistono però anche in questo caso specifiche tecniche per gestire lo stress nel modo migliore - è necessario imparare quelle che sono le regole essenziali dell’efficacia comunicativa.

Chiunque abbia da comunicare a qualcuno, sia esso un solo interlocutore o una platea di ascoltatori, una notizia, un messaggio, un progetto, un indirizzo programmatico, un’idea, deve sapere impiegare nel modo migliore le tre chiavi che aprono lo scrigno della comunicazione:

1) La parola, o meglio il contenuto del suo messaggio strutturato in una comunicazione verbale;

2) L’espressività della parola, o più precisamente l’aspetto paraverbale del discorso. In altre parole, la parola espressa attraverso il timbro di voce, il tono, il volume, l’intensità emotiva, il ritmo, le pause d’intenzione e così via;

3) L’atteggiamento non verbale, espresso attraverso la postura, la gestualità, lo sguardo, la mimica, la prossemica, i movimenti del corpo.

Non solo, se per rendere efficace la nostra comunicazione dobbiamo tenere conto del nostro interlocutore, c’è un altro aspetto da prendere in considerazione: la multisensorialità.

Ciascuno di noi acquisisce informazioni attraverso i cinque sensi, ma per qualcuno l’aspetto visivo è prevalente rispetto agli altri sensi, per altri lo è l’aspetto auditivo, altri ancora possono definirsi cinestesici se per essi sono più importanti l’olfatto, il gusto, il tatto.

E allora qual è la formula per una buona comunicazione? Non certo quella di esporre il maggior numero di concetti in un fuoco d’artificio verbale, ma di enunciare pochi concetti in tante maniere diverse in modo di soddisfare in egual misura gli ascoltatori a seconda della categoria multisensoriale di appartenenza.

Soltanto così si può essere certi che il messaggio raggiunga il suo obiettivo: l’orecchio, ma, soprattutto, il cuore degli ascoltatori.

A cura di Alberto Lori
Autore di Voce da Speaker, L’Arte della comunicazione, Parla come mangi, Dalla PNL alla Quantistica.


sabato 11 dicembre 2010

COME CREARE UN'IMMAGINE RICONOSCIBILE AL VOSTRO NEGOZIO..



A tutti sarà capitato di passare, ad esempio, dal ferramenta a comprare qualcosa. Entrare e chiedere a un signore trovato lì se ha i tasselli da 8 per il legno con la punta dedicata, e sentirsi rispondere “Purtroppo io non sono del negozio, sto cercando il manico di una vanga, provi a chiedere al commesso”.

Oppure, in un bel negozio di calzature, vi sarà capitato di chiedere alla commessa se ha lo stesso modello di scarpe che tenete in mano, ma con la cucitura bianca e misura 42, per sentirvi rispondere: “Anche mio marito sta cercando proprio lo stesso modello! Guardi, la commessa è quella signora bionda con gli occhiali, là in fondo”.

Che cosa è successo dal punto di vista della comunicazione non verbale?


Che cosa succede in queste occasioni?


Perché ignari clienti sono scambiati per commessi?


Cosa nel loro abbigliamento o atteggiamento trae tanto in inganno?


Semplice, chi entra in negozio non sa a chi rivolgersi, non è chiaro chi siano gli addetti alle vendite. I clienti, quando entrano per la prima volta in negozio, non distinguono assolutamente “chi è chi” e quindi tentano di indovinare a chi rivolgersi. Vi sembra bello?

Ma allora, perché non facciamo in modo che tutti i nostri collaboratori siano riconoscibili al primo sguardo, e che rappresentino l’azienda, oltre che con l’atteggiamento, anche con un abbigliamento sponsorizzato dal negozio?


La scelta più semplice è una T-shirt, una felpa, una camicia con il logo o il nome del negozio. Lasciamo spazio alla fantasia su come vestire i nostri collaboratori, su quali astuzie e idee simpatiche inventare per identificare subito “la squadra”.


L’importante è rispettare le seguenti tre regole fondamentali:

» l’uniforme va scelta con i collaboratori.
» una volta scelta, essa deve essere indossata sempre.
» L’abbigliamento deve essere fornito e sostituito a spese dell’azienda.



Il materiale scelto per la camicia, la T-Shirt o/e i pantaloni deve essere di qualità. Bei tessuti, niente acrilico per spendere poco. Le fibre sintetiche sono sgradevoli da indossare, pizzicano e generalmente non lasciano traspirare. Materiali resistenti da indossare tutti i giorni, che calzino bene, e nessun lamento da parte dell’imprenditore, ad esempio: “Ma quanto mi fate spendere!”: sono briciole rispetto al budget di negozio!

Non solo, ma la cura nella scelta della divisa è un’occasione per gratificare le persone che lavorano per voi, per dimostrare il vostro apprezzamento. Il ritorno sarà un senso di appartenenza all’azienda rafforzato e un’immagine di serietà, qualità e organizzazione percepita dalla clientela che entra in negozio.

Adottare una divisa in negozio permette al cliente di identificare subito gli addetti alle vendite, è un grande aiuto, un sollievo e un riferimento immediato molto gradito, oltre a dare valore all’attività.


Presentarsi sin da subito come squadra agli occhi della clientela dà al negozio una connotazione di maggiore organizzazione, serietà e uniformità. Un colore comune, una cravatta, un cartellino con il nome, un berrettino, un giubbino senza maniche, ecc. costano poco ma il ritorno d’immagine sarà sicuramente molto alto!

Tratto dal blog della Bruno Editore.



Articolo scritto a cura di Alessandro Muscinelli e Laura Tentolini
Autori di Dalla Dalla Vetrina al Magazzino

sabato 4 dicembre 2010

IL POTERE DI FAR ACCADERE LE COSE...


Abraham, un gruppo di maestri evoluti incorporei, veicolano la loro visione del mondo attraverso Esther Hicks, cercando di offrire una serie di messaggi amorevoli per guidare le persone verso una chiara connessione al proprio Essere Interiore. Oggi si aggiunge un nuovo libro ai precedenti.

Questo libro, e' il secondo della serie (nell'ordine in cui sono stati scritti e usciti negli USA) dopo "Chiedi e Ti Sara' Dato", definito dal dr. Wayne Dyer "una pietra miliare dell'editoria che offre un modello per la comprensione e la realizzazione del tuo stesso destino".

"Il Potere di far accadere le cose" ti porta ancora piu' in profondita', dentro di te. Aiuta a costruire la sicurezza interiore, perche' ora scoprirai che disponi di innumerevoli strumenti che ti aiutano a prenderti cura di qualsiasi situazione tu ti trovi a dover affrontare.

Mentre cresce la sicurezza in te stesso, impari che puoi realizzare qualsiasi cosa.

Uno degli aspetti essenziali della Legge dell'Attrazione e' la comprensione dell'arte del permettere.

Se chiedi all'universo di darti cio' che desideri, l'universo provvedera' affinche' tu lo ottenga: ma cio' accadra' solo se permetti a questo processo di avvenire.

Questo libro contiene i semplici indispensabili passi per permettere ai desideri di manifestarsi nella realta' della tua esistenza.

"In questo mistero chiamato vita, siamo alla costante ricerca di risposte. Da sempre desideriamo assumere il controllo delle nostre esistenze, ma non sappiamo come fare. Da sempre vogliamo alleviare le paure, da quelle piu' piccole e intime che nutriamo nei confronti del nostro corpo a quelle piu' grandi verso la morte. Il Potere di Far Accadere le Cose si occupa di tutto questo. Non importa quali siano le nostre paure o le nostre preoccupazioni, Abraham non solo ha una risposta per noi, ma puo' indicarci il modo per spingerci oltre, verso un nuovo livello di soddisfazione esistenziale".
Louise L. Hay

"Ti suggerisco di fare come me... di tenere entrambi i libri (Il Potere di far accadere le cose + Chiedi e ti sara' dato) sul comodino per una lettura mattutina e una serale. Dormirai meglio, comincerai la giornata permettendo solo al bene di entrare nella tua vita... e cosi' facendo starai meravigliosamente!"
Louise L. Hay

"La vostra vita puo' sempre diventare migliore...
la decisione e la possibilita' di migliorarla
stanno nelle vostre mani..."

Gli insegnamenti di Abraham-Hicks si possono riassumere in 12 punti essenziali:
  • Tu sei l'estensione fisica di cio' che non e' fisico

  • Sei in questo corpo perche' hai scelto di essere qui

  • La base della tua vita e' la liberta', lo scopo della tua vita e' la felicita'

  • Tu sei un creatore; tu crei con ogni tuo pensiero

  • È in tuo potere essere, fare o avere tutto cio' che puoi immaginare

  • Quando scegli i tuoi pensieri le tue emozioni ti guidano

  • L'universo ti adora perche' conosce le tue piu' ampie intenzioni

  • Rilassati nel tuo essere naturale. Tutto va bene (realmente e' cosi')

  • Sei il creatore di modi di pensare nel corso del tuo cammino unico di gioia

  • Le azioni da intraprendere e i beni da scambiare sono sottoprodotti della tua focalizzazione della gioia
  • Tu puoi adeguatamente abbandonare il tuo corpo senza malattia o dolore
  • Tu non puoi morire, tu sei vita eterna.

GLI ARTICOLI SONO INTERESSANTI ?