sabato 24 settembre 2016

MARKETING FORMATIVO : STUFO DELLA CONCORRENZA ?


MARKETING FORMATIVO : STUFO DELLA CONCORRENZA ? 


Il  sogno di molti imprenditori e professionisti è quello di far fuori i concorrenti e prendersi il 100% del mercato.

Oggi vediamo come sbaragliare la concorrenza e quali tecniche di marketing utilizzare per farlo in tempi rapidissimi.

Prendi il tuo settore.

  1. Chi sono i tuoi concorrenti?
  2. Chi è il leader di mercato?
  3. Chi è al secondo posto?
  4. Tu come sei in classifica?
  5. Quante quote di mercato hai?

Che tu sia arrivato prima di tutti oppure per ultimo, la domanda più importante è questa:

In cosa ti differenzi dai tuoi concorrenti?

Se non hai ben chiaro quali sono i tuoi punti di differenziazione rispetto agli altri, pensa alle parole che usi per raccontare ai tuoi clienti quello che fai e qual è il tuo business.

O in cosa sono unici i tuoi prodotti. 






Non è importante in che settore sei, perchè indipendentemente dalla categoria, siamo tutti nello stesso business: il marketing formativo.

Come comunichi questa differenza 
ai tuoi potenziali clienti?

  • Sei un imprenditore? Devi spiegare in cosa la tua azienda o il tuo prodotto è unico rispetto agli altri.
  • Sei un professionista? Devi spiegare perchè le persone si devono rivolgere a te invece che ai tuoi colleghi.
  • Hai un negozio? Devi spiegare ai tuoi clienti cosa fai e perchè quello che vendi è migliore o diverso dagli altri.
  • Hai un ristorante? Devi spiegare in cosa sei unico e in cosa ti differenzi rispetto agli altri 100 ristoranti di zona.

E così via per tutti coloro che hanno in mano una qualsiasi forma di business.


Siamo tutti nello stesso settore: ci occupiamo di spiegare agli altri cosa facciamo, cosa ci rende unici, in cosa siamo diversi dagli altri. 

“FORMARE” i nostri clienti al nostro prodotto o servizio. 






Ecco cosa è il Marketing Formativo.

Applicarlo alla tua azienda o ai tuoi prodotti significa aumentare i clienti e alzare il fatturato rapidamente.

domenica 11 settembre 2016

FORUM FORMAZIONE ALL'AMATRICIANA A MILANO 8 OTTOBRE 2016....IO CI SARO' !!


" FORUM FORMAZIONE ALL'AMATRICIANA "

MILANO 8 OTTOBRE

PRESSO GLAM HOTEL DALLE ORE 9 ALLE 0RE 18

INCASSO SARA' DEVOLUTO ALLE POPOLAZIONI TERREMOTATE






"Formazione all'Amatriciana": speciale evento pro Amatrice con formatori di tutta Italia uniti per una raccolta di fondi. È il momento di unire forze, colori, bandiere e cuori per una nobile iniziativa.


Contributo minimo di 80 euro per dare un sostegno al Comune di Amatrice.





I migliori formatori si esibiranno con 15 minuti di speech sul tema "ripartenza nella resilienza".


Tra gli ospiti anche il mitico Andy Luotto ed il Sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. I proventi dell'evento saranno internamente devoluti ad una iniziativa che il Sindaco ci indicherà.


Andy Luotto, vero nome André Paul Luotto (New York, 30 luglio 1950), è un attore, conduttore televisivo e cuoco statunitense naturalizzato italiano, attivo nella televisione italiana fin dalla metà degli anni settanta. Occasionalmente è stato anche cantante.




Parteciperanno i principali formatori e ANCH'IO CI SARÒ !!


CESARE D'AMBROSIO 


Ha svolto molteplici attività come in ambiti fortemente diversi, riuscendo camaleonticamente ad adeguarsi a diversi ruoli, sempre con successo.

Il suo temperamento straordinariamente brioso, lo ha favorito nella capacità di trasformare frangenti difficoltosi in grandi opportunità.

Nelle sue esperienze lavorative di consulente assicurativo, promotore finanziario, promotore di corsi di formazione informatica, ha ottenuto risultati considerevoli scegliendo, comunque, di mettersi alla prova in nuovi ambiti e affrontando sempre nuove e stimolanti sfide.

Attualmente lavora come Consulente del Credito presso Auxilia Finance S.p.A. e collabora con il giornale di formazione online Byou Magazine.

Ha scritto e pubblicato “Tecniche di Vendita" , Venditore Professionista", “Professione Intermediario Assicurativo” , best seller che hanno riscosso grande successo.



Ci sarà anche il Sindaco di Amatrice.

Vi elenco un pò di protagonisti della serata :

PROF. PAOLO DOMENICO REGINA : noto scrittore, consulente , formatore, Segretario Generale Confcommercio Cremona





ROBERTO DE DONNO :

“Un sorriso non dura che un istante, ma il suo ricordo è eterno” (P.Faber)



Ha prestato la propria collaborazione come consulente di Marketing in aziende italiane operanti in diversi settori.


- Consulente senior WHY.COM Srl (Lecce) Dal 2005 , 

- Consulente senior WHY srl (Lecce) 2001/2004. - Manager d’Ateneo, progetto Campus-One all’Università LUM Jean Monnet (Casamassima, Bari) 2002.

- Consulente senior di MARKETING snc, Società di consulenza di Marketing e Comunicazione (Lecce, Roma, Bruxelles) 1986/2001. 

- Direttore Marketing LECCE CALCIO SpA (Lecce) 1989/1994

- Consulente senior GOLDMAN-CEGOS (MilanoRoma) 1986/1991

- Componente di staff Direzione, Strategia e Piani della PIRELLI SpA, nell’area Prodotti Diversificati (Milano) 1982/1985. Tra i clienti: Cartiere Tolmezzo e Prealpine (Udine), Moldip (Milano), Cotonificio Lainate (Milano), Dima (Cinisello Balsamo, Milano).

- Consulente Marketing e Organizzazione aziendale, INSIDE (Milano) 1982/1985. Tra i clienti: Perugina, Barilla, Gancia, De Cecco.

ATTIVITA’ DI FORMAZIONE

Dal 1986 ha iniziato la sua attività di formatore con Goldman-Cegos, una delle principali società di Formazione manageriale. 

Ha condotto corsi di formazione in Tecniche e Psicologia del Colloquio di Vendita ed Analisi Transazionale. Tra le aziende: American Express (Roma), Schwarzkopf Testanera (Milano), Opel (Milano), Ferrovie dello Stato (Roma), Grundig (Trento), Pirelli Informatica (Milano).

Ha coperto l’incarico di consulente della Field Professional Resources, società di Head Hunter. Tra i clienti: Ferrarelle, Barilla, Motta, Cinzano.

Ha svolto attività di formazione per CCIAA (Macerata), IFOA (Bari), ASSEFOR (Firenze), Cotup (Bari),Spegea (Bari), Pro.Svi (Milano), Azienda Speciale per i servizi reali alle imprese (Lecce), Federazione Interregionale delle Casse Rurali ed Artigiane di Puglia e Basilicata.

PUBBLICAZIONI SCIENTIFICHE

Ha pubblicato il libro “De.Co. Denominazioni Comunali. Sviluppo locale e Strumenti di Marketing Territoriale” – Veronelli Editore. 

Ha pubblicato il Manuale “Le Denominazioni Comunali: opportunità di sviluppo Territoriale” – Giuffrè Editore – Collana dell’università LUM JEAN MONNET, 2005.

Collaborazione con il Dott. Davide Paolini per la stesura della Guida ai Ristoranti d’Italia de Il Sole 24Ore, edizioni 2005/2006 e 2006/2007.

Redazione di articoli su riviste specializzate: VQ – Mensile di Viticoltura ed Enologia; MARKETING – Bimestrale di Marketing; PUBBLICA – Mensile di informazione per gli Enti Locali; LARGO CONSUMO – Mensile di Marketing e Commercializzazione delle Imprese; CAPITALE SUD – Settimanale di economia e politica per l’Italia che cresce; TERRA D’ OTRANTO – Rivista Trimestrale della Camera di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura; ILLUMINIST – Rivista dell’Università LUM Jean Monnet di Bari.






MIRCO GASPAROTTO : Scrittore e formatore


Dal 2005 è Presidente di Arroweld Italia, azienda leader in Italia nel settore della distribuzione industriale, ovvero nella vendita di strumenti e attrezzature per l’industria in quattro aree: tecnologie di saldature; gomma e tecnoplastici; strumenti di misura e controllo; utensileria professionale e abbigliamento antinfortunistico.


Mirco Gasparotto, cresce come imprenditore anche grazie alla continua attività di formazione che ha svolto prima e durante gli anni dell’ascesa del Gruppo Arroweld Italia. 

Formazione prima tecnica e poi personale che ha condiviso con tutto il suo management. 
Ora consapevole del grande valore aggiunto che questa porta sia a livello umano che professionale, ha dato vita insieme a Nello e Mody Acampora al Club Mondiale della Formazione, con l’obiettivo di diffondere tra le realtà imprenditoriali italiane le strategie di Business dei migliori formatori internazionali.




STEFANO SANTORI :





Coach specializzato nel Mindsetting, Formatore e Consulente aziendale con più di 22 anni di esperienza sul campo, a fianco delle più grandi aziende nazionali e multinazionali, CEO e fondatore di Wikicom, azienda specializzata in Digital Selling Solutions e Senior Partner di Challenge Network, società multinazionale di eventi, consulenza e formazione, autore di libri e videocorsi ha all'attivo più di 15.000 ore di formazione e coaching, e diverse medaglie d'oro vinte dagli atleti che segue nel mondo dello sport, a livello nazionale ed internazionale."


ANDREA VIOLETTI : Presidente Confassociazioni Digital, manager, consulente e formatore




Presidente AIP, Associazione Informatici Professionisti e membro del Council of European Professional Informatics Societies di Bruxelles (CEPIS). 

Ha conseguito la Laurea Magistrale “cum laude” in Management e Comunicazione di Impresa ed il Master in Modelli Didattici e Innovazioni Tecnologiche per l’insegnamento. Collabora con l’Università degli Studi di Perugia, con l’Università degli Studi di Teramo e l’Università dell’Insubria di Como e Varese. Tra le esperienze piü significative quelle in Panzani-Ponte-Liebig-Danone, Regione Umbria, Università degli Studi di Teramo, Colussi, Ibm e Farchioni.







CLAUDIO CALÌ : Noto showman, consulente e formatore


Laureato in giurisprudenza, si occupa da più di vent’anni di relazioni pubbliche, di comunicazione e di ideazione e produzione di eventi.

Ha collaborato con grandi personaggi del mondo dello spettacolo e della cultura (Vincenzo Cerami, Alberto Sordi, Fabio Fazio, Vincenzo Mollica, Curzio Maltese, Giuliano Montaldo, Renato Pozzetto e tanti altri).

Opera attivamente nel settore della formazione nel campo della comunicazione e conduce convention e spettacoli, collaborando con privati, associazioni, enti pubblici, aziende e scuole quali: 
Anart (associazione nazionale autori radiotelevisivi), 
Ballandi Entertainment, 
Banca Mediolanum, 
Banca Fineco,
Building Management School, 
Bmw Italia, 
Casinò di Nova Gorica (Slovenia), 
Casinò di Saint-Vincent, 
Casinò di Sanremo, 
Città di Aosta, Courmayeur, 
Narni, 
Reggio Calabria, 
Ronciglione, 
Saint-Vincent, Vercelli, 
Centro nazionale Opere Salesiane – formazione aggiornamento professionale, 
Collegio dei geometri Valle d’Aosta, 
Confamministrare, 
Confabitare, 
Gfg Consulting, 
Grand Hotel Billia, 
Istituto Sinopoli di Roma, 
Konsumer Italia, 
Kpmg Advisory Spa, 
Magnolia Tv, 
provincia di Asti, 
Rai, 
Regione Valle d’Aosta, 
Sky, 
UniTre Valle d’Aosta, 
UniTre Moncalieri (Torino),
 Universtià La Sapienza, 
Valsugana Vacanze (Trento).

E' ideatore, autore e conduttore del divertente talk show Comunico, dunque sono.

Dal 2011 svolge anche l’attività di mediatore civile

Ha ideato e produco, dal 1991, il festival Bravograzie – la champions league della comicità, che ha contribuito a lanciare talenti quali Luciana Littizzetto, Enrico Bertolino, Franco Neri, Dado, Ficarra e Picone e tanti altri; ha organizzato concerti di Antonello Venditti, Vasco Rossi, Litfiba, Vinicio Capossela, Eugenio Finardi, Antonella Ruggiero, Enrico Ruggeri, e spettacoli di Dario Fo, Paolo Rossi, Roberto Benigni, Antonio Albanese, Beppe Grillo.

E' ideatore e produttore di programmi televisivi quali, appunto, BravoGrazie (Rai e Sky) e, assieme al regista Duccio Forzano, la fiction L’amore è sordo (Raiuno); si occupa anche digelotologia, la disciplina che studia gli effetti terapeutici della risata e in questo ambito sono leader dello yoga della risata.




AMADEO FURLAN : Consulente e Formatore

Consulente e Formatore per creare un percorso in Neuro-Negozi-Azione
Banca del Fucino SpA

Il progetto consiste nel preparare gli addetti alla banca ai nuovi obiettivi di espansione e consolidamento della clientela.
Il progetto consiste di formare tutta le rete esterna per diventare abili nella relazione e nella negoziazione con il cliente.
E' stato costruito appositamente per questo percorso un modello innovativo di: Neuro-Negozi-Azione.

Specializzazioni: 

- Negoziazione,
- Comunicazione persuasiva,
- Team building e team working con metodica emotional out e in door training,
- Public speaking,
- Comunicazione politica,
- Innovazioni tecnologica nel campo del marketing virale, emozionale e sensoriale,
- Marketing territoriale
- Business Coaching
- Pshico Health Coacing attraverso un modello innovativo di terapia linguistica,
- Problem Solving,
- Time Management attraverso un modello innovativo AF Time Control.
- Direzione Vendite out-sourced per strutture in start-up o strutture complesse da rimotivare




SIMONE PIPERNO : noto scrittore,coach e formatore






Formatore e coach. E' specializzato in analisi della comunicazione aziendale ed istituzionale.

Si occupa di tecniche di comunicazione interpersonale e di pensiero creativo.

Ha realizzato corsi di formazione manageriale in aula ed e-learning per Tim, Seat Pagine Gialle, Società Autostrade, Schering, Abbey National Bank in Italia e all'estero.

Svolge progetti di ricerca per Enti pubblici nell’ambito dell’analisi dei fabbisogni formativi e con l’Università La Sapienza di Roma.

Svolge attività di pubblicista collaborando con diverse istituzioni per la comunicazione a mezzo stampa ed internet.

Si occupa della progettazione e realizzazione del Coaching Creativo.



ANGELO DEIANA : Presidente Anpib r Confassociazioni , scrittore,economista e formatore



Presidente di CONFASSOCIAZIONI, Confederazione Associazioni Professionali) e di ANPIB (Associazione Nazionale Private & Investment Bankers), Presidente onorario di ATEMA (Associazione per il Temporary Management), è considerato uno dei maggiori esperti di economia della conoscenza e dei servizi professionali in Italia.

Ha maturato un’ampia esperienza in banche di primari gruppi nazionali e internazionali ricoprendo ruoli apicali con responsabilità di pianificazione delle strategie, sviluppo dei prodotti finanziari e assicurativi, comunicazione, marketing, sales management in segmenti di mercato complessi e ad alto valore aggiunto come il private banking ed il family business. 

Tale esperienza, unitamente al precedente, importante ruolo svolto nella PA ed alla partecipazione in qualità di relatore a convegni e conferenze, nazionali ed internazionali, gli hanno permesso di sviluppare e consolidare un sistema di relazioni istituzionali e personali di alto livello.

Dopo esperienze in Poste e in Aeronautica Militare, è chiamato al Consiglio Nazionale Economia e Lavoro (CNEL) dal Presidente Giuseppe De Rita che lo nomina Responsabile Area Allargamento Rappresentanza. 

Dal 2001 è in Banca Steinhauslin, la private bank del Gruppo Montepaschi, che gli affida la Direzione Value Proposition e Comunicazione

Nel 2004, assume l’incarico di Responsabile Value Proposition e Marketing nella Direzione Generale del Gruppo Montepaschi, 

nel 2006 viene nominato Responsabile Mercato Private, 

nel 2009 Responsabile Mercato Family Office, 

nel 2011 Responsabile MPS Fiduciaria, 

nel 2013 Responsabile Business Development e Family Office del Gruppo Veneto Banca. 

Docente di Economia delle Reti e delle Nuove Professioni della Facoltà di Economia dell’Università degli Studi “Guglielmo Marconi” di Roma, è attualmente Consigliere Delegato di Scudo Investimenti SGR e Chief Global Business Officer di Banca CIS, Credito Industriale Sammarinese.

Principale ideatore del sistema di regolamentazione duale sulla riforma delle professioni intellettuali, è membro dell’Intelligence Unit Global Executive del periodico “Economist” e autore di numerose pubblicazioni in campo economico/finanziario. 

Fra le sue ultime opere: 
“Il capitalismo intellettuale”, Sperling & Kupfer Editori, 
“Il futuro delle associazioni professionali”,
 “Come fare soldi nei periodi di crisi”, 
“Il private insurance in pratica”, 
“Associazioni Professionali 2.0”, tutti pubblicati con il Gruppo 24 Ore.

Autore di oltre 200 articoli a firma personale sui principali quotidiani e periodici economici e finanziari e di oltre 500 interventi a convegni, conferenze, seminari nazionali ed internazionali, ha svolto attività di consulenza per società nazionali e multinazionali ed importanti associazioni imprenditoriali di categoria, direttamente o in collaborazione con primarie società del settore.










LORENZO AIT : Noto scrittore, coach, Imprenditore e Formatore



E' un formatore sui generis. Laureato in Scienze della Comunicazione e Master in Programmazione Neurolinguistica, si è infiltrato in sette esoteriche e gruppi di pensiero per studiare il controllo mentale e la coercizione. 

È conferenziere e personal life coach di alcuni personaggi dello sport e dello spettacolo. 

Tiene seminari di gestione delle emozioni, comunicazione e mindfucking




MASSIMO DEL MONTE : Scrittore, psicoterapeuta e Formatore


Psicologo e Psicoterapeuta. Ha effettuato una formazione in Psicoterapia ad Orientamento Umanistico, Analisi Transazionale, Programmazione Neuro-Linguistica.

Si è specializzato in Psicodiagnostica, Rorschach e tecniche proiettive.

E' membro di varie società scientifiche internazionali. 

Collabora con la cattedra di Neuropsichiatria Infantile dell'Università La Sapienza di Roma. 

Per Kairos Solutions è responsabile del settore coaching e formazione, curando l'elaborazione dei programmi, delle metodologie e delle tecniche dei corsi.






ALESSANDRO ZALTRON :
Scrittore, giornalista e formatore


Nella sua vita ha scritto all’incirca ottomila articoli, una decina di libri a mio nome e almeno il doppio per conto di altri, decine di racconti, una raccolta di poesie non tutte ispirate. 

Ha scritto moltissime frasi per la pubblicità, migliaia di titoli e sommari, recensioni di concerti, una serie televisiva con un giornalista sbadato e una fotografa gnocca che indagano su delitti commessi in Friuli.

Ha scritto centinaia di amorismi e una volta anche un testo che venne letto da Giovanni Paolo II a Castel Gandolfo. 


Scrive anche su commissione e come ghostwriter; è specializzato in biografie di imprenditori, politici, sportivi, persone con storie degne di essere narrate.

Affianca le aziende come editor, tiene corsi di storytelling e di scrittura professionale.

Giornalista professionista, è stato redattore del quotidiano Il giornale di Vicenza e direttore di varie riviste, collaborando a lungo con Il Sole 24 ore.

Cultore di temi amorosi, cura la fan page Cronache Sentimentali, dove pubblica quotidianamente i suoi amorismi (aforismi d’amore). 

Ha ideato e conduce la trasmissione radiofonica Parlami d’amore. Racconta storie d’amore su Confidenze.

Ha pubblicato tre romanzi:  (Guru per caso, Milano, 2013; ¡Viva maria! - Memorie di un coltivatore di marijuana, Vicenza, 2012; Riceviamo e volentieri, Forlì, 2007), 
tre saggi ironici (Duemila - Bestiario di auguri di fine millennio, Vicenza, 1999; Manuale per i(n)felici amanti - Sopravvivere alla coppia, Milano, 2012; Crociera e delizia - Guida semiseria per aspiranti croceristi, Vicenza, 2012), 
alcune guide letterarie (fra cui Di Bassano in Bassano, Bassano del Grappa, 2004;Treviso 101 - Le meraviglie della Marca, Treviso, 2010; Piccole memorie dalla Grande guerra, Treviso, 2008). Suoi racconti amorosi sono inseriti in varie antologie (Roma, 2009 e 2010).

Le parole sono importanti - scriverne poche e bene per lavorare meglio(Milano, 2015) è un atto d’amore verso la lingua italiana. Il suo libro più recente, Cronache sentimentali - Come sopravvivere all'amore(Milano, 2015), contiene parole d'amore.
























MATT TRAVERSO : Coach trasformazionale






E' un esperto mondiale di coaching sul benessere e autore di numerosi best-seller di formazione.

Le sue opere hanno aiutato migliaia di persone in tutto il mondo ad adottare nuove abitudini di vita più salutari.

Conferenziere abituale di alcune delle più prestigiose organizzazioni italiane ed estere, tra cui le Nazioni Unite, oggi il suo metodo lo pone fra i più rinomati coach del panorama internazionale.


STEFANIA AMODEO: nota scrittrice, Head of Marketing Italy - Group FMTG Falkensteiner. 





Dirige come advisory per la Holding Orange1 il Marketing strategico e il Brand Marketing



E' oggi responsabile marketing in un gruppo alberghiero internazionale, ha un passato di manager, redattrice e formatore. 

Esperta di comunicazione, tiene conferenze e seminari in italia e all’estero su retorica, dialettica e marketing. Scrive poesie e meditazioni. è sposata e ha due bambine. 

Sin da piccola dimostra una capacità straordinaria: sa parlare e scrivere al contrario con una velocità unica... ìsoc attircs atats è oznamor led arusets amirp al


PAOLO SVEGLI



Ingegnere gestionale e business coach riconosciuto dalla NLP Society. 

Esperto in coaching aziendale, tecniche di vendita e corsi indoor e outdoor su come comunicare e sul comunicare in pubblico.

Autore di libri e articoli sul coaching, la PNL, il team building e la formazione outdoor. 

Lavora prevalentemente con aziende sulle tematiche del team coaching, team building, reti di vendita, comunicazione efficace. 

Attivo sulle tematiche della salute mentale, presidente dell'associazione di famigliari "Porte Aperte", si occupa di formazione e di promuovere una nuova cultura del rapporto con la nostra mente, le sue potenzialità, e il miglior uso che ne possiamo fare.


DONATELLA RAMPADO, PROF. MAURO ALVISI E TANTI ALTRI...

domenica 4 settembre 2016

COME RELAZIONARSI CON UN BUGIARDO




Ogni bugiardo va incontro al rischio di essere scoperto, questo può pregiudicare la sua autostima, oppure le sue credenziali nei confronti di una persona amata o di un collega, sembra che non ci sia nulla a favore nei confronti di chi mente, ma allora perché mentire?

Una regola fondamentale in proposito dice : si mente nel momento in cui la posta in gioco è alta.

Facciamo il classico esempio del venditore che sottopone una polizza assicurativa al suo cliente, se la firma di quella polizza prevede per lui ampi guadagni potrebbe esser portato a mentire o dissimulare alcuni punti del contratto.



C’è però la possibilità che il cliente se ne accorga, in genere più la posta è alta, più è alto il timore per il bugiardo di esser smascherato, ma a volte la sola ricompensa in denaro può non bastare, infatti ci sono venditori che preferiscono più l’ammirazione da parte dei colleghi oppure il riuscire a spuntarla con un particolare cliente perché è stato definito anche dalla concorrenza un osso duro.

Ma perché nello stereotipo culturale si cerca di identificare il più delle volte, solo il venditore nei panni del bugiardo? E il cliente, che ruolo gioca?



Cammina con una persona integerrima per un chilometro e ti racconterà almeno sette bugie…


Durante la presentazione del prodotto il venditore sa che non deve sottovalutare mai il comportamento del cliente – la sua comunicazione non verbale – perché il modo di essere di una persona è lei stessa, inoltre egli sa già che se chiederà al suo cliente se può permettersi un prodotto gli risponderà di si, fosse anche reduce da un fallimento.

Nessuno mentirebbe ad uno sconosciuto di non aver neanche un quattrino, questo esempio serve per fissarci bene un mente una regola: anche il cliente in fondo, è un gran “bugiardo”.

Il cliente non dirà mai di quanti soldi dispone e di certo non offrirà nessuna informazione per semplificare la vendita, ma continuerà a mentire se sentirà la sensazione che gli si sta tendendo una trappola o imporgli l’acquisto.

Anche in questo caso la posta in gioco potrebbe fare la differenza in caso di menzogna.


Per alcune persone riuscire ad ottenere un risultato è molto più importante della ricompensa economica che ne può trarre, ci sono situazioni che un osservatore esterno non potrebbe comprendere, ad esempio: un marito che tradisce di continuo la propria moglie, può esser portato a farlo non per il desiderio di avere rapporti sessuali con donne diverse, ma per ripetere semplicemente un copione o meglio un comportamento definito in psicologia “coazione a ripetere” continuando a fare le cose di nascosto come faceva da bambino.

Allora quando è che il bugiardo ha veramente paura?


La paura inizia a prendere il sopravvento quando il timore di esser scoperto si accompagna anche ad una punizione.

La paura di esser smascherato inizia a diventare significativa per il bugiardo quando ad esempio il suo interlocutore ha la fama di essere una persona che reagisce in modo abbastanza violento quando capisce di esser stato truffato, oppure quando la vittima inizia ad insospettirsi fin dall’inizio della conversazione, o anche quando sono in gioco sia ricompense che punizioni.

La paura di esser scoperti può esser massima in quei soggetti non abituati a mentire, perché hanno sempre il timore di esser colti in fallo oppure quando la posta in gioco è molto alta, perché entrerebbero in gioco emozioni difficili da controllare.

La paura quindi può avere intensità variabile nel bugiardo, ma anche il senso di colpa che accompagna spesso una bugia può essere mutevole. Lo possiamo trovare sia a livelli bassi di intensità che a livelli tanto elevati da far fallire ogni bugia, producendo segnali non verbali tali da trasmettere al suo interlocutore il sospetto che gli si stia mentendo.

Senso di colpa e Vergogna

Nei casi estremi il senso di colpa può intaccare addirittura l’autostima della persona che mente e solo la confessione in certi casi può sollevare il bugiardo dal peso emotivo che si porta dentro.

Oltre al senso di colpa, spesso chi mente prova anche vergogna, ma c’è una differenza importantissima: mentre il senso di colpa può avvenire anche se ci si trova da soli, non è cosi per il senso di vergogna.

In questo caso per ricevere un’umiliazione è necessario un pubblico, infatti se qualcuno viene a conoscenza di una menzogna può non esserci vergogna, però può esserci un senso di colpa.

Il senso di colpa viene attenuato solo dalla confessione

È molto importante distinguere tali emozioni, perché se vogliamo attenuare un senso di colpa può bastare indurre il soggetto alla confessione, ma se vogliamo evitare uno stato di vergogna l’unico modo è impedire che avvenga.

L’incapacità di provare sensi di colpa o anche vergogna è segno di psicopatia solo se questa si estende anche agli altri aspetti della vita.

Secondo vari studi l’assenza di senso di colpa e di vergogna potrebbe essere attribuito a cause biologiche, altri studi sostengono che la causa può attribuirsi alle esperienze vissute specie nell’infanzia, ma su una cosa concordano tutti, cioè che né la vergogna, né la colpa per aver mentito, né la paura di esser scoperto indurranno uno psicopatico a commettere errori.

In genere il senso di colpa per l’inganno è massimo quando il destinatario è una vittima involontaria, oppure quando la menzogna è egoistica e il destinatario non ne riceve nessun vantaggio, o infine quando l’inganno non è richiesto dalla situazione, la quale prevede un rapporto basato sull’onestà.

Sono situazioni dove il peso della colpa si fa sentire, soprattutto quando la vittima non si aspetta l’inganno, peggio ancora se l’autore della menzogna ha agito in modo tale da cercare di guadagnarsi la fiducia del suo interlocutore.


Gestire il rapporto con chi mente è molto più difficile di quanto possa sembrare in un primo momento.

Dopo aver “colto sul fatto” qualcuno, è sempre difficile comportarsi nel modo giusto.

Bisogna perdonarlo? Far finta di nulla? Punirlo? Ignorarlo?

Non esiste una sola risposta, in quanto dipende molto dalla CAUSA della menzogna.

Nella prima parte abbiamo detto che esistono diversi tipi di bugie, e la relazione con esse varia moltissimo.

Tutte però hanno una cosa in comune: il bugiardo sa di mentire, quindi si espone, e facendo questo rischia qualcosa.

La cosa peggiore che gli può capitare è di essere smascherato, ed è anche uno dei motivi per cui, talvolta, si finge a oltranza, anche l’evidenza.

Ci sembra che il modo di relazionarsi con chi dice una bugia bianca sia logico: se anche dovessimo capire che lo dice per il nostro bene, è inutile rimarcare il fatto che la realtà è differente.

Prendiamo il caso della moglie che vuole incoraggiare il marito per un lavoro andato male, e gli dice che la prossima volta andrà meglio e che questa è stata solo sfortuna.

Se anche il marito dovesse accorgersi che in verità pensa qualcos’altro, non serve a nessuno rinfacciarglielo.

Meglio sapere che la moglie crede in lui ed è dalla sua parte piuttosto che indagare i motivi della bugia.


A prescindere dalla modalità e dallo scopo, comunque, è sempre meglio evitare le accuse dirette, e fare in modo di capire cosa ha spinto l’altro a mentire. 

Chi è sotto torchio preferisce sempre negare, a meno di avere solo due scelte: confessare o subire una punizione peggiore di quella che avrebbe nel mentire.

Se invece è data una terza scelta, si ottengono molte più confessioni.

Ciò che genera una bugia, abbiamo detto, è molto variabile. L’emozione che si vuole nascondere con la menzogna  il segnale principale che indica la causa.

Un segnale tipico di paura, per esempio, ci indica che la bugia è detta per paura di rivelare qualcosa.

Così come un cenno di autocompiacimento dimostra che lo scopo è l’inganno per avere un vantaggio.

A nessuno fa piacere quando le sue bugie sono scoperte, quindi rimarcare la punizione avrà come effetto boomerang che la volta successiva l’autore mentirà di nuovo, ma che starà più attento a non farsi scoprire.

Se invece confessare gli procura più vantaggi che guai, sarà più facile sapere la verità.

Ricordiamoci che il “cosa” dico (contenuto del linguaggio) rappresenta solo un 7% nel processo comunicativo tra due persone, a differenza del “come” lo dico (toni della voce e comunicazione non verbale), che rappresenta il 93%.

Già negli anni ‘60 Albert Mehrabian riportò dati interessanti inerenti alla comunicazione che sono validi tutt’oggi, egli osservò in una normale comunicazione che l’efficacia comunicativa era data per il 7% dalle parole, il 38% era riservato ai toni della voce e il 55% dal linguaggio non verbale.

Sviluppare “capacità sensoriale” all’interno della comunicazione, significa esser capaci di individuare le contraddizioni tra il verbale e il linguaggio del corpo.

Possiamo provare a mentire, ma spesso veniamo traditi dai nostri stessi gesti.

Ad esempio, è difficile mentire con le mani, si può fingere di essere calmi, ma un gesto come spegnere con violenza una sigaretta nel portacenere tradirà inequivocabilmente un certo nervosismo.

Quando vogliamo esser franchi, onesti, tendiamo a mostrare i palmi delle mani; quando vogliamo mentire, tendiamo a nasconderli.

Alcuni indizi di menzogna li possiamo trovare nei cambiamenti di espressione del volto, altri in determinati segnali del corpo, inflessioni e raschiamenti della voce oppure nel respiro troppo profondo o affannoso, ma resta sempre inteso il fatto di non giudicare dal singolo indizio che emerge, piuttosto conviene tenere sotto osservazione il contesto in cui il singolo atto avviene.


Però c’è una domanda che nasce spontanea e suscita molto interesse quando si parla di bugie, una domanda che a questo punto un lettore attento può iniziare a farsi: perché chi mente non può impedire che avvengano alcuni comportamenti che lo tradiscono?

Innanzitutto esistono due motivi, uno legato alle emozioni e l’altro legato ai processi di pensiero.

A livello di pensiero possiamo dire che chi mente, in genere non è che può prevedere quando si presenterà l’occasione di mentire, quindi molte volte non ha ampi margini di tempo per preparasi una storia che stia in piedi, cioè non c’è tempo per preparare una strategia, ma anche se avesse a sua disposizione tutto il tempo necessario non può comunque preparasi a tutte le domande che gli possono essere rivolte.

Invece, la mancanza di una pianificazione o di una strategia nei processi emotivi può essere solo una delle tanta ragioni che fanno commettere errori al momento di dire il falso, infatti gli errori si possono commettere anche per le varie difficoltà che si incontrano nel nascondere delle emozioni.

Non tutte le menzogne fanno entrare in gioco emozioni forti, ma nel momento in cui esse si presentano, si innesca una serie di problematiche.

Nessun uomo ha una buona memoria sufficiente 
a farne un bugiardo di successo - 
Abraham Lincoln

È possibile infatti che chi mente, si tradisca solo con le parole, cioè già a livello verbale, che sappiamo ricopre solo un 7% all’interno dei processi comunicativi.

Un tentativo di nascondere una menzogna può essere rivelato da uno o più lapsus all’interno di una conversazione, ma non solo.

Sappiamo che le parole possono mentire, le ricerche del dr. Ekman dimostrano che la gente bada soprattutto alle parole e proprio per questo motivo si lascia spesso sviare.

Questo non significa che il contenuto della comunicazione debba essere ignorato, anzi, è proprio grazie a questa incongruenza comunicativa fra il verbale e il non verbale che si riescono a svelare le menzogne.

Tuttavia questi indizi, il più delle volte vengono ignorati.

Per quanto riguarda i lapsus la situazione potrebbe rivelarsi diversa, infatti la soppressione dell’intenzione di dire qualcosa, è captata meglio dalla nostra parte conscia.

Una volta che cogliamo un lapsus dal nostro interlocutore, abbiamo due scelte possibili: 
  • riconoscere ciò che egli aveva soppresso , 
  • continuare ad ignorarlo.

Se vogliamo smascherare bugie non commettiamo l’errore di stabilire a priori che il lapsus è una prova di menzogna.

In genere è il contesto che ci dovrebbe aiutare a capire se il lapsus del nostro interlocutore nasconde una bugia o la verità, lo stesso Freud non è riuscito a spiegare perché certe menzogne sono svelate dai lapsus ed altre no.



La purezza non è solo dire la verità, 
ma è anche non ascoltare le bugie - Markku Envall



Oltre che ai lapsus è bene porre attenzione alle pause e ai silenzi all’interno di una comunicazione.

Spesso all’interno di una comunicazione sono usate le cosiddette “non parole”. Sono così chiamati i suoni emessi per “riempire” uno spazio, un tempo di pausa.

Ad esempio: “ehm”, “uhm”, “ehh”, oppure le ripetizioni di alcuni vocaboli o parole specifiche, come “diciamo”, “va bene?”, “sì” e simili.

Queste pause mascherate si presentano in genere per due ragioni:
  • il bugiardo non ha strutturato un piano della sua versione dei fatti
  • il bugiardo non si aspettava una determinata domanda

La stessa cosa si può verificare quando la bugia è ben strutturata, in questo caso solo la forte paura di esser scoperti può avere lo stesso effetto.

L’inganno può esser originato anche dal suono della voce, infatti il segno inequivocabile della menzogna è l’acutezza della voce.

In molte persone la voce diventa più acuta proprio in momenti di forte turbamento, ciò accade quando l’emozione da provare sia caratterizzata dalla rabbia o dalla paura.

Ancora a livello verbale, possiamo smascherare i bugiardi grazie all’intervento delle alterazioni della voce.

Queste infatti, sono prodotte dalle emozioni e le emozioni sono molto difficili da controllare.

Non è facile nascondere un’emozione, ma non è facile neanche fingere un’emozione che non proviamo, infatti non basta dire “Sono molto triste” oppure “Sono ansioso”.

Se vuole esser creduto, il bugiardo deve anche fingere di trovarsi nello stato di cui parla.

In questi casi non è affatto semplice mettere insieme tutti i movimenti giusti a livello non verbale come:
  • gesti
  • pruriti
  • movimenti delle mani e dei piedi

il tutto tenendo allo stesso tempo sotto controllo anche il paraverbale per quel che riguarda il tono da usare,il volume e il ritmo della voce.

Saper fingere un’emozione diventa quindi difficile, proprio nel momento in cui tale abilità ci serve più di ogni altra cosa, cioè nel momento in cui dobbiamo nascondere un’altra emozione.

Una ragione per la quale le parole sono messe in risalto rispetto al non verbale risiede nel fatto che è facile fingere a parole, si può mettere anche tutto per iscritto e ripassarlo quante volte vogliamo, ogni volta che parliamo riceviamo da noi stessi un feedback di ritorno che ci informa su quel che diciamo, cosicché possiamo aggiustare il tiro, se occorre; invece il feedback che proviene dagli altri (mimica, voce, linguaggio del corpo) è molto meno preciso.


Tra le varie ragioni per cui le persone danno molta importanza al volto la principale è che esso è la sede delle emozioni, infatti se a volte abbiamo difficoltà nell’udire le parole del nostro interlocutore, osservarne le labbra ci può aiutare a capire il senso dei ciò che egli vuole dire. Inoltre se poniamo attenzione al viso del ricevente, diamo un input che sprona
alla comunicazione, diamo cioè un segnale importante per la prosecuzione del dialogo.


Il bugiardo generalmente sorveglia e cerca di controllare le parole, a volte sia le parole che le espressioni del viso perché sa che gli altri concentrano la loro attenzione proprio su questi elementi.

Sia la dissimulazione che la finzione riescono bene tramite il verbale, proprio perché sono più facile di tenere sotto controllo e facilmente censurabili.

Un bravo selezionatore in un colloquio di lavoro, sa che il timbro e il volume della voce possono rappresentare un parametro importante: chi è un leader ha un tono più pieno, nel parlare esibisce sempre qualche decibel sopra la media e il suo verbale generalmente è coerente con quanto il suo corpo esprime, vista la sinergia del suo paraverbale, verbale e linguaggio del corpo, nell’insieme lo possiamo definire come una persona comunicativamente “congruente”.

In altre parole, quando abbiamo la sensazione che qualcuno ci stia mentendo, è perché notiamo o intuiamo una discordanza tra il linguaggio del corpo e il linguaggio verbale.

Non sempre ciò che comunichiamo corrisponde a ciò che vogliamo realmente dire, perché ovviamente entrano in gioco vari fattori, ciò che resta comunque valido è la perfetta congruenza tra questi fattori.

Le bugie più crudeli sono spesso raccontate in silenzio - Adlai Stevenson


La menzogna è originata da un semplice fatto:
non possiamo controllare adeguatamente e simultaneamente due o più sistemi comunicativi, e ciò è particolarmente vero per quanto riguarda le emozioni e gli atteggiamenti interpersonali, che sono espressi principalmente attraverso gesti non verbali.

Tratto dal sito : http://www.fabiopandiscia.it/

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